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May 25, 2018May 25, 2018  1 comments  EOLICO

[fonte: Alternativa Sostenibile, pubblicato il 11/01/2010]

Tutti sappiamo quali sono i principali impatti che l'energia eolica può produrre, e cioè: l'impatto visivo (paesaggio), quello sonoro (rumore) ed infine quello sull'avifauna. Passiamoli in rassegna.

 

 

Trattiamo volutamente il caso degli impianti industriali di media e grande taglia, escludendo cioè il caso del minieolico (che presenta caratteristiche peculiari e richiede una trattazione a parte), va detto che molto è stato fatto dall'epoca dei primi anni '80, ed in particolare molti degli errori che furono compiuti soprattutto negli Stati Uniti sono oggi completamente risolti, e queste esperienze sono diventate pratica comune nella progettazione dei parchi eolici.

 

Nel corso degli ultimi 20 anni le dimensioni tipiche degli aerogeneratori sono notevolmente cresciute, a causa della maggiore produttività ed i minori costi specifici gli elementi principali. Ovviamente questo fatto ha però portato con sé conseguenze - non sempre e necessariamente solo negative - per quanto concerne l'impatto ambientale di questi impianti. L'impatto visivo di un elevato numero di piccoli aerogeneratori può infatti essere peggiore di quello di un numero contenuto di macchine di grande taglia.

 

Trattando il tema dell'impatto visivo, probabilmente il più significativo tra quelli elencati (o forse quello a cui la maggior parte delle persone è più sensibile, almeno in un primo momento), questo è evidentemente funzione della distanza dell'osservatore, con l'impatto che diminuisce all'aumentare della stessa.

 

Negli anni '80 in USA i parchi eolici (di piccola taglia unitaria, rispetto ad oggi) si sono sviluppati in modo pressoché incontrollato, questi impianti, composti da un numero elevatissimo di aerogeneratori (anche oltre 3500 macchine installate in un singolo parco), caratterizzati da aerogeneratori di varia tecnologia (bi-tripala, con torri a traliccio e tubolari), funzionanti a velocità di rotazione elevate (50-70 rpm contro < 20 rpm di oggi), interspazi ridottissimi 30-40 m contro i 360-400 m almeno dei moderni parchi eolici), hanno generato terribili conseguenze sul paesaggio e sull'ambiente. Questo però ha anche permesso di acquisire esperienze che sono diventate oggi bagaglio essenziale per gli sviluppatori di parchi eolici. Volendo riassumere per punti i principali elementi acquisiti dal punto di vista dell'impatto paesaggistico, potremmo riassumerli come segue:

 

- Fornire ordine visivo al parco eolico, componendo ove possibile unità visive ben distinte (cluster, cioè raggruppamenti di aerogeneratori)

- Utilizzare gli aerogeneratori per seguire le linee naturali del paesaggio, e le infrastrutture esistenti (es strade: questo consente anche di ridurre le opere necessarie in fase di costruzione, quali sbancamenti etc.)

- Utilizzare turbine e torri simili, con uguale numero di pale e che ruotano a velocità similari, adottando spaziature ampie, rimuovendo quelli non funzionanti e tenendo in rotazione le pale anche quando vi è vento sufficiente per muoverle ma non per generare energia elettrica (è noto che l'osservatore non apprezza vedere un generatore eolico fermo)

- Interrare i cavidotti e porre le strutture accessorie (es cabine di trasformazione) in zone a ridotto impatto visivo e realizzare queste strutture con materiali tipici del luogo in modo da armonizzarle con l'ambiente circostante

- Non utilizzare le torri eoliche per altre attività (es installazione di ripetitori, loghi pubblicitari, altre funzioni), per non esaltarne l'aspetto industriale ed invece mantenerne al massimo il senso ambientale, e meglio inserirle nel territorio naturale

- Utilizzare vegetazione autoctona, mantenere in ordine e pulito il sito, scegliere colori in grado di ridurre l'impatto visivo, e mantenere un'armonia dimensionale tra generatori ed ambiente circostante

- Minimizzare gli sbancamenti per evitare erosione del suolo, minimizzare la realizzazione di strade di accesso e piazzole

- Utilizzare torri cilindriche e non a traliccio, che se anche meno visibili a distanza risultano esteticamente sgradevoli e presentano rischi per l'avifauna (che tende a nidificare su di esse)

- Realizzare strutture pubbliche di informazione ed osservazione del parco

- Se possibile, inserire il parco eolico nell'ambito di aree industriali preesistenti (ove può invece avere una funzione di recupero paesaggistico).

 

Per quanto concerne il rumore, in passato numerosi problemi emersero in tal senso. All'epoca nelle macchine eoliche venivano installati generatori elettrici non specificatamente progettati per le condizioni di funzionamento tipiche di un aerogeneratore, e questo comportava funzionamenti anomali e considerevoli emissioni di rumore meccanico, che risulta particolarmente fastidioso. Oggi le macchine eoliche hanno pressoché eliminato questa criticità, ed i livelli sonori sono prevalentemente relativi alla fluidodinamica (cioè ai flussi attorno alle pale), rumore di per sé meglio tollerato, in parte controllabile riducendo la velocità di rotazione ed installando apposite appendici aerodinamiche), e comunque normalmente inferiore 45 dBa a 350 m di distanza.

 

Relativamente infine all'impatto sull'avifauna, pur riconoscendo che le considerazioni devono essere svolte in modo indipendente per ciascuna specie considerata, numerosi studi mostrano come l'impatto sia estremamente limitato rispetto a numerose altre situazioni, e quindi complessivamente modesto. Ciò non toglie la necessità di svolgere poi analisi specifiche per ciascun sito in esame.

 

 


May 25, 2018May 25, 2018  0 comments  UTILITÀ

Il RETScreen Clean Energy Project Analysis è un free software per l'analisi di progetti con energie pulite; è uno strumento sviluppato grazie al contributo di numerosi esperti istituzionali, industriali ed accademici. Il software, valuta la produzione ed il risparmio di energia, i costi gestionali, la riduzione delle emissioni, gli aspetti finanziari ed i rischi di vari tipi di tecnologie efficienti e rinnovabili.

 

Il programma viene fornito in maniera gratuita (bisogna però comunicare la propria mail) ed è disponibile sul sito del Natural Resources Canada (sito istituzionale specializzato nel campo delle scienze della terra, delle foreste, e dell'energia secondo i principi dello sviluppo responsabile e sostenibile delle risorse naturali).

 

Il software può essere utilizzato in tutto il mondo ed è disponibile in più lingue. Inoltre comprende anche altri prodotti come alcuni progetti idrologici e database climatici, eun manuale dettagliato.

 

I requisiti richiesti sono: Microsoft ® Excel 2000 o superiore, Microsoft ® Windows 2000 o superiore, e Microsoft. NET Framework 2.0 o superiore.

È scaricabile QUI, mentre a QUESTO indirizzo è possibile farsi un'idea attraverso 5 screenshots.

 


May 25, 2018May 25, 2018  0 comments  SEGNALI

La Commissione europea ha introdotto una free tool  per monitorare lo sviluppo di una dozzina di tecnologie che utilizzano diverse fonti che non impiegano carbonio. Un modo per sensibilizzare i cittadini, i ricercatori, gli investitori e i politici affinchè sostengano progetti in settori come l'energia idroelettrica, eolica, e fotovoltaica.

 

La tool consiste in un grafico, mosso da un calcolatore di costo energetico che consente agli utenti di scegliere il tipo di energia e gli scenari previsti negli anni futuri.

 

La cosa interessante, come riporta Luca Salvioli sul suo blog, è vedere come la "torta più grande oggi la offre la fissione nucleare, seguita dall'efficienza energetica delle abitazioni", ma se viene cliccato il 2050 la "casa a risparmio energetico balza in testa, seguita dalla fusione nucleare (prevista a livello commerciale da Bruxelles solo per quella data)".

 

QUI è possibile vedere lo strumento in questione.

QUI è possibile leggere un articolo uscito sul blog GREEN Inc del giornalista James Kanter del New York Times.

 


 


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